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040 _bita
_cArcigay Catania
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_2ISO-639-2
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_221
100 1 _aSapienza, Goliarda
_0IT\ICCU\CFIV\029426
240 1 0 _aLettera aperta
_9Sapienza, Goliarda
245 1 0 _aLettera aperta /
_cGoliarda Sapienza ; introduzione di Monica Farnetti ; con Ritratto di Goliarda Sapienza di Angelo Pellegrino.
260 _aTorino :
_bEinaudi,
_c©2017
300 _aXV, 182 p. ;
_c20 cm
520 _aGoliarda Sapienza certamente assomigliava al suo nome che sposa una ardita temerarietà con una dolce saggezza. Così era Goliarda: guerresca e pacifica, aggressiva e mite. Sapeva battersi generosamente per una idea, ma sapeva anche sorridere di sé e degli altri con distaccata ironia. Sapeva difendere con le unghie e coi denti una idea persa o una persona perseguitata ingiustamente ma sapeva anche ritirarsi dietro una finestra per osservare con attenzione silenziosa le persone che passavano per la strada, rimanendo al di là di uno spesso vetro. Quando l'ho conosciuta, forse più di trent'anni fa, era una ragazza snella, con i capelli lunghi sulle spalle, gli occhi grandi, la bocca pronta al sorriso. Aveva conservato, nonostante abitasse a Roma da molti anni, un leggero accento siciliano. Sempre senza soldi, aveva un rapporto col mondo da zingara girovaga e festosa. Continuava a dividersi fra la disperazione e l'entusiasmo. I suoi libri portano l'impronta di una straziata e tenera sicilianità: il suo linguaggio ricco, fastoso, tende ad un lirismo barocco tutto sensualità e dolore. Dacia Maraini
650 7 _aSapienza, Goliarda
700 1 _aFarnetti, Monica
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700 1 _aPellegrino, Angelo,
_d (1946- )
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