OPAC | Catalogo Arcigay delle biblioteche LGBTQIA+

Il Catalogo di Arcigay delle Biblioteche LGBTQIA+ è un servizio fornito grazie alla collaborazione tra Arcigay nazionale e le associazioni locali aderenti al progetto che conservano e rendono pubbliche biblioteche a tema LGBTQIA+.
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La felicità / Seneca ; cura e versione di Mario Scaffidi Abbate.

By: Contributor(s): Material type: TextLanguage: Italian, Latin Series: Centopaginemillelire ; 33Publication details: Roma : TEN, 1993Edition: 3. edDescription: 94 p. ; 20 cmISBN:
  • 8879830023
Uniform titles:
  • De vita beata
Subject(s): DDC classification:
  • 188 19
Summary: Il cardine di Seneca è che la felicità sia una vetta da conquistare in solitaria, praticando virtù ed eliminando i desideri. Poichè diventare virtuosi è difficile, la felicità è affare impervio. Siamo attirati dalle cose e riteniamo che sia il possesso di queste a renderci felici tanto da far definitivamente dichiarare a Seneca che la vera felicità è non aver bisogno di felicità, cioè di beni. Intanto, la più volte citata statistica del TIME riporta che le persone sono più felici quando possono acquistare beni non strettamente necessari (fuori del nostro famigerato paniere ISTAT, cioè). Una domanda: ma il podolico è inserito nel paniere? Secondo Lucio Anneo (il quale non visse proprio esattamente come predicava, diciamocelo pure), le felicità legate ai beni sono mutevoli, in quanto se ne desidereranno sempre di più, specialmente se ci soffermiamo a considerare beni e felicità altrui: ci paiono sempre migliori e più desiderabili dei nostri. Infatti, scriveva così: «Giammai sarai felice finché accetterai di tormentarti per il fatto che qualcuno sia più felice di te». L’invidia è una brutta cosa, con l’aggravante di riuscire ad invidiare con maggiore intensità le persone che sono a noi più vicine e simili. Questa attitudine nel confronti del prossimo più prossimo ci rende infernale la vita.
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Libri BOLOGNA | Centro di Documentazione "Flavia Madaschi" Cassero LGBTQIA+ Center DOC 188 SEN Available 1 v. BO14231

Ed. integrale

Testo orig. a fronte

Il cardine di Seneca è che la felicità sia una vetta da conquistare in solitaria, praticando virtù ed eliminando i desideri. Poichè diventare virtuosi è difficile, la felicità è affare impervio. Siamo attirati dalle cose e riteniamo che sia il possesso di queste a renderci felici tanto da far definitivamente dichiarare a Seneca che la vera felicità è non aver bisogno di felicità, cioè di beni. Intanto, la più volte citata statistica del TIME riporta che le persone sono più felici quando possono acquistare beni non strettamente necessari (fuori del nostro famigerato paniere ISTAT, cioè). Una domanda: ma il podolico è inserito nel paniere? Secondo Lucio Anneo (il quale non visse proprio esattamente come predicava, diciamocelo pure), le felicità legate ai beni sono mutevoli, in quanto se ne desidereranno sempre di più, specialmente se ci soffermiamo a considerare beni e felicità altrui: ci paiono sempre migliori e più desiderabili dei nostri. Infatti, scriveva così: «Giammai sarai felice finché accetterai di tormentarti per il fatto che qualcuno sia più felice di te». L’invidia è una brutta cosa, con l’aggravante di riuscire ad invidiare con maggiore intensità le persone che sono a noi più vicine e simili. Questa attitudine nel confronti del prossimo più prossimo ci rende infernale la vita.

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